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L’analisi comportamentale e l’offerta domotica

La scelta di un impianto domotico può presentare un vasto e complesso scenario, caratterizzato da soluzioni molto diverse. Tale varietà pone fin dall’inizio la necessità di determinare quale sistema si allinei meglio con le esigenze della committenza e le competenze del progettista; ci si porrà alcune domande: domotizzare completamente la propria casa o automatizzare solo alcune azioni quotidiane? Quale tecnologia scegliere?

La scelta è personale e dipende da tante variabili, tra cui i limiti ambientali del tipo di abitazione e quelli economici, che sono forse i più evidenti. Ma ce ne sono anche altri di più influenti: l’idea che si ha della propria autonomia e quindi il grado di autonomia di cui si sente davvero il bisogno.

Capirsi bene su questi aspetti è il primo obiettivo da fissare, prima di adottare qualsiasi tipo di soluzione che, comunque sia, andrà a incidere sulla qualità della vita della persona.

Quando poi si ha la fortuna di poter scegliere, senza preoccuparsi eccessivamente del budget o dei limiti strutturali dell’abitazione, si dovrà cercare di non soffermarsi solo sulle esigenze dell’“oggi”, ma di pensare che “domani” potremmo avere altre necessità, altri desideri, altre opportunità, altre difficoltà. Si dovrà stendere quella che si definisce analisi comportamentale.

Ogni famiglia ha esigenze precise e variabili nel corso della vita: si pensi a un single, una giovane coppia con bambini piccoli, una famiglia con adolescenti e un anziano, una coppia di anziani o persone con disabilità. Non potendo, di fatto, modellare di continuo l’appartamento secondo le esigenze del momento, si potrà rispondere in termini di servizi di automazione e telecontrollo con uno schema planimetrico distributivo delle funzioni scelte dall’abitante.

Guardando l’offerta del mercato di prodotti domotici, si noteranno però molti aspetti: ad esempio non tutti i sistemi sono “aperti”, ovvero non sempre è possibile considerare la via delle successive implementazioni e aggiornamenti dei dispositivi, sia al livello di hardware che di software; questa caratteristica può essere d’ostacolo se invece, tra i propri desideri, c’è la necessità di aumentare progressivamente le funzioni e quindi i servizi offerti.

L’offerta attuale è sintetizzabile come segue:

  • Sistemi di sicurezza che possono essere potenzialmente configurati come sistemi domotici integrando funzioni evolute anche in altri sub sistemi;
  • Sistemi domotici stand-alone, che soddisfano funzioni basi (come la sicurezza) con livelli medio - bassi d’integrazione con gli altri sub-sistemi;
  • Sistemi domotici che utilizzano standard europei (ad esempio Chorus di Gewiss che adotta il protocollo KNX);
  • Sistemi domotici su onde convogliate (ad esempio interfaccia X-10);
  • Sistemi domotici proprietari a moduli interfacciabili tra loro o con altri sistemi/reti locali (ad esempio My Home di Bticino, con protocollo SCS o Easydom Invista con EDS);
  • Sistemi dedicati alla gestione stand-alone degli elettrodomestici intelligenti;
  • Sistemi dedicati all’entertainment - intrattenimento audiovisivo e multimediale - anche in configurazione di supervisione e controllo (ad esempio Easydom, che lavora sia su Pc che Mac su piattaforma Media Center);
  • Applicazioni domotiche distribuite a vari livelli e integrate con impianto elettrico;
  • Sistemi speciali riconducibili a un impianto domotico o di supervisione e controllo.

 

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